
Non c'è un numero unico, perché le tecnologie lavorano su tempi biologici diversi. Ma c'è una regola che vale per tutte: il ciclo iniziale costruisce, il mantenimento tiene. Chi si ferma al primo perde quasi tutto quello che ha costruito.
Le microcorrenti agiscono su microcircolo e muscolatura mimica: l'effetto arriva subito e se ne va in fretta, quindi il ciclo è fatto di molte sedute ravvicinate, in genere due a settimana per qualche settimana.
Gli ultrasuoni microfocalizzati stimolano invece la produzione di nuovo collagene, che i tessuti impiegano settimane a costruire: bastano una o due sedute, ma il risultato si valuta a due o tre mesi. Sono due logiche opposte, ed è il motivo per cui confrontarle a numero di sedute non ha senso.
Su un ciclo di microcorrenti gli intervalli sono la parte attiva del protocollo: allungarli disperde l'effetto costruito nelle sedute precedenti, e a fine ciclo ci si ritrova con meno di quanto si è pagato. Se sai già che nelle prossime sei settimane avrai poca disponibilità, conviene spostare l'inizio invece di cominciare e diradare.
La fotografia iniziale, sempre nella stessa luce e nella stessa posizione, è lo strumento più onesto che esista su questo trattamento. Il viso cambia lentamente e lo specchio quotidiano non lo registra: senza un riferimento si finisce per giudicare a memoria, che è il modo peggiore. Un centro che scatta la foto alla prima seduta ti sta dando uno strumento, non facendo scena.
Sì, ma su un ciclo intensivo l'interruzione fa perdere terreno. Su ultrasuoni e manualità pesa molto meno.
Con microcorrenti e manualità spesso dalla prima seduta, ma dura poco. Con gli ultrasuoni verso la sesta settimana, e resta.
Sedute distanziate, con una frequenza che il centro definisce sul tuo viso. E' la parte del percorso che tiene il risultato.
Dicci da che zona arrivi e che cosa vorresti migliorare. Ti ricontattiamo con una o due opzioni concrete.