
Ultrasuoni microfocalizzati: pochi appuntamenti, risultato graduale e lento a mostrarsi.
Gli ultrasuoni microfocalizzati concentrano energia in punti precisi sotto la superficie della pelle, a profondità diverse a seconda del manipolo. L'obiettivo non è la superficie ma i tessuti di sostegno: la stimolazione innesca una risposta di riparazione che nelle settimane successive produce nuovo collagene. Da qui la caratteristica che spiazza di più chi arriva aspettandosi un effetto immediato.
Il risultato non si vede all'uscita. Si costruisce lentamente e si valuta a distanza di due o tre mesi dalla seduta, perché quello è il tempo che i tessuti impiegano a rispondere. Chi giudica dopo una settimana quasi sempre conclude che non ha funzionato, e chiude il percorso proprio quando stava per iniziare a rendere.
Il numero di appuntamenti è basso rispetto alle altre tecnologie: spesso una o due sedute all'anno, con un richiamo. In cambio la singola seduta è più impegnativa e più lunga. E' la scelta di chi vuole pochi appuntamenti e sa aspettare, non di chi cerca un effetto per sabato sera.
Un'avvertenza di merito: la resa dipende molto dalla qualità dell'apparecchio e dall'esperienza di chi lo usa, più che in qualsiasi altro trattamento estetico sul viso. Vale la pena chiedere da quanto lavorano con quel manipolo e su quali profondità intervengono.
I primi segni verso la sesta settimana, il risultato pieno intorno al terzo mese. E' il tempo biologico della risposta dei tessuti, non si accorcia.
Sì, ma va evitata l'esposizione diretta nei giorni intorno alla seduta. Il centro ti darà indicazioni precise sulla protezione.
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